Storia della Chiesa dei Santi Felice e Fortunato di Limena
La nostra chiesa affonda le radici nella fede antica del Triveneto. È dedicata ai santi Felice e Fortunato, due fratelli vicentini martirizzati ad Aquileia nel IV secolo, durante le persecuzioni dell’Impero romano. La loro vicenda, fatta di coraggio e devozione, ha generato una vasta rete di chiese e comunità a loro dedicate in tutto il Nordest, e Limena fa parte di questa storia millenaria .
Dalle prime origini al grande crollo ottocentesco
L’antica pieve di Limena era molto diversa dall’edificio attuale: piccola, a tre navate, circa 19 per 11 metri, e segnata da secoli di usura . Un intervento sul coro nel 1828, anziché consolidarla, ne peggiorò la stabilità e portò alla chiusura definitiva nel 1852. Per quattordici anni la comunità trovò rifugio nell’Oratorio della Barchessa Fini, vivendo una lunga stagione di attesa e speranza di rinascita .
La rinascita del 1866
Il ritorno alla piena vita parrocchiale avvenne nel 1866 con una chiesa completamente rinnovata. L’edificio fu ripensato in grande: navata unica, pianta a croce latina e dimensioni molto più ampie, circa 47 metri di lunghezza e 15 di larghezza. Era il segno della vitalità di un paese che cresceva e desiderava un luogo di culto più solido e accogliente .
Un gioiello dell’Ottocento: tra Gotico e Romanico
La chiesa che oggi conosciamo è figlia del gusto ottocentesco per gli stili del passato. All’esterno prevale il mattone a vista, semplice ma elegante, con archi policromi e una loggia che dà carattere alla facciata. All’interno convivono slancio gotico, volte a crociera e pilastri a fascio, insieme al tocco rinascimentale delle due serliane con colonne corinzie. Un piccolo compendio di storia dell’architettura, tutto concentrato a Limena .
Il soffitto stellato di Orazio Celeghin
Tra le meraviglie più amate c’è il cielo azzurro punteggiato di stelle dorate che decora le volte. Lo realizzò il pittore limenese Orazio Celeghin, nato nel 1906, ispirandosi apertamente allo splendore della Cappella degli Scrovegni di Giotto. Un ponte ideale tra Limena e uno dei capolavori assoluti dell’arte padovana .
Una comunità che fa nascere vocazioni
La parrocchia ha visto crescere figure di rilievo, come Monsignor Francesco Rossi: battezzato, cresimato e poi ordinato sacerdote proprio qui, divenne Vescovo di Ferrara e poi Arcivescovo di Cagliari. Un percorso che racconta la profondità e la vivacità spirituale di questa comunità .
Questa storia non è solo un insieme di date e mattoni. È il racconto di una comunità capace di crollare e rinascere, di custodire la memoria dei martiri e di guardare lontano. La chiesa di Limena continua oggi a essere un punto di incontro, di preghiera e di bellezza, un luogo dove il passato si intreccia con il presente e dona forza al cammino futuro.